mercoledì 16 agosto 2017

SCALLION PANCAKE eretici e iberici!

Lo giri come lo giri è sempre un pancake, anche se è "made in Taiwan", tale e come è scritto nel libro.
Quale libro?
Scusate, ormai lo davo per scontato visto che gran parte della blogosfera culinaria, in questo periodo anche se vacanziero, sforna crepes a tutto spiano tratte dal libro Crepe is the new black, il begnamino di MTC ed Alessandra Gennaro.
Questi scallion pancake sono quelli che trovate a pagina 74/75, e che con grande piacere ho fatto una e più volte, in parte per collaudare la ricetta per poter uscire nel libro e in parte perché che uno tira l'altro, quasi come le ciliegie! 
Ringrazio sopratutto la Vant Pelt (lei li mangia un giorno si e un giorno no) per le sue indicazioni, vi assicuro che questi scaglion scallion sono un successo, nonché un divertimento in cucina!!! 
L'impasto è meraviglioso, così settosso che non smetteresti mai d'impastare, per non dire il divertimento dell'arrotolare/stirare/arrotolare... nel libro è spiegato anche con dei disegni, più divertente di così?
Questa volta però i miei pancake sono eretici, non tanto per aver usato il porro al posto dello scallion*, ma perché ci ho aggiunto del jamon serranonon ho potuto evitarlo visto che mi trovo nella penisola iberica!!!
Come sono venuti? ...ma che domande!!! 

SCALION PANCAKE al jamon serrano
eretici... ma di un buono!!!!

(paese che vai lavatrice che trovi...!)

Ingredienti per 4 pezzi da 15 cm. 
(o 6 pezzi da 10 cm.)

180 g di farina
100/120 ml di acqua
la parte verde più tenera di 1 porro
2 fette di jamon serrano (70 g più o meno)
3 cucchiai di olio di oliva
1 cucchiaino di sale
olio di semi per frigere

Tagliate il porro a rondelle sottilissime di quasi un millimetro e mettetele a bagno in acqua fredda per almeno una ventina di minuti. Po scolattelo e toglietele l'eccesso di umidità con della carta assorbente da cucina.
Tagliate il jamon serrano a coriandoli e tenetelo da parte.




Agiungette il sale alla farina e setacciate il tutto dentro una terrina capiente.
Versateci, poco per volta, l'acqua previamente scaldata quasi fino al bollore e mescolate con un cucchiaio di legno per non bruciarvi.
Trasferite l'impasto su un piano di lavoro infarinato e lavorate fino a ottenere l'impasto fino e setoso che vi ho spiegato più in alto... lo so, sarà dificile smettere ma dovete farvi coraggio. Dividetelo in 4 parti (o 6 se preferite).
Stendetene uno in un cerchio con il matterello fin che avrà lo spessore di 1 o 2 millimetri.
Spennellate tutta la superficie con dell'olio di oliva extra vergine e arrotolatelo su se stesso, a modo di sigaretta ma non troppo stretto. Ora arrotolatelo a spirale, (girella o lumaca per intenderci...) spianate di nuovo in un cerchio con il matterello, sempre sottile, e cospargete del porro e dei coriandoli di jamon. Arrotolate un'altra volta sigarretta, ora più stretta di prima e poi di nuovo fattela a spirale. Spianatela di nuovo col matterello in un cerchio da una quindicina di cm di diametro. Fate la stessa cosa con i pezzi restanti.
Scaldate due o 3 cucchiai d'olio di semmi in una padella e  quando è caldo ma non bollente, friggetevi il pancake, prima un lato e poi l'altro. 
Fateli asciugare su carta assorbente da cucina e serviteli inmediatamente!
La superficie croccante e dorata, e la sfogliatura all'interno ( 5 strati) sarà una vera goduria!



note:
"Scallion è un tipo di cipolla molto diffuso nei paesi asiatici, dal gusto meno pungente della nostra cipollina, anche se di aspetto le assomiglia tantissimo..."




Con questi pancake volevo partecipare al MTC summer edition 
Ma sono fuori tempo e in più non ho con me il libro per far la foto assieme.
Ma almeno una lavatrice dove fotografarli l'ho trovata!!!  ;)






lunedì 31 luglio 2017

Crêpe-a-porter... La moda il libreria!

...non stò delirando, e anche se questo post non centra con la moda del indossare, vi assicuro che dopo averlo sfoggiato sfogliato, ne vorrete tutti uno! E non stò parlando di un abito ma ben si di un libro! Del quale non potrete farne a meno di portarvelo a casa!
Perché questa volta Alessandra Gennaro e l'MTC hanno invaso le passarelle scafali di tutte la librerie con il "Crêpe is the new black"  di una eleganza unica, che vi farà dimenticare pure il tanto amato tubino nero che avete ben custodito nell'armadio! In fine sono sicura che farà tendenza perché questo è un libro che si andata a tutte le taglie e gusti, vedrete ce ne sarà più di una ricetta che fa al caso vostro... anzi scommettiamo che le indossarete proverete tutte??!
Io non ho resistito e mi sono lanciata nelle Crêpe-a-porter, il trio simpatico e gustosissimo proposto della mitica Francesca Carloni (pag. 88\89 del libro), che ci propone delle crêpes farcite con dei abbinamenti che sicuramente conoscete e vi ricordano lo street food o cibo da asporto.... eeheeee... la Van Pelt si diverte tropo a mettere i titoli quando scrive i libri...!
Uno degli abbinamenti ė il kakiage di verdure e gamberi, accompagnato di una salsa tentsuyu.
Un'altra ė un finto kebab di manzo (che io ho declinato con il tacchino) servito con della lattuga, cipolla e pomodoro e condito con un "finta salsa kebab".
E l'ultima un Irish fish and chips (che al posto del merluzzo ci ho pastellato dei filetti di triglia) e condito con qualche goccia di accento bianco.



Crêpe-a-porter






Per preparare le crepe le ricette nel libro c'è ne sono di diverse, anche in versioni light, ma ho seguito quella normale.
Dosi per circa 15 o 18 pezzi di 21 cm di diametro aprossimatamente.
Io ne ho usato 6, le altre le ho surgelato.
250 g di farina
500 ml di latte
3 uova
1 pizzico di sale

Sgusciate le uova in una terrina e sbattetele leggermente, setacciate la farina e incorporatela nelle uova, mescolando fino ottenere una pastella densa, che poi va diluita aggiungendoci il latte, poco per volta e mescolando finché la pastella ė ben liscia. Aggiungete il sale, mescolare ed ė pronta.
(Sta a voi, se dopo il latte, volete aggiungere del burro o dell'olio all'impasto in modo di non dovere ungere spesso la padella.)
Scaldare la padella e quando e bella calda ungere con del burro, versate un mescolino della pastella e ruotate fatendola scivolare in tutto il fondo. Appena la crêpe si staccherà dai bordi sarà pronta da girare e finire di cuocere dall'altro l'atto.
e così via fino a fine pastella!





Kakiage a porter (per due)
2 crêpe
4 gamberi
1 carota
1 zucchina piccola
--------------
1 tuorlo d'uovo 
125 g di farina
180 ml di acqua giacciata
Olio e sale qb

Pulite i gamberi. Lavate e asciugate le verdure, tagliatele a bastoncino, larghe non più di un centimetro.
Preparate una pastella con la farina, il tuorlo e l'acqua giaciata. Immergete le verdure e i gamberi in questa pastella e friggeteli in abbondante olio, scolate su carta assorbente da cucina e salate. 
Riempire, la crepe arrotolata a forma di cono e servite accompagnata con la salsa tentsuyu*


Iris fish and chips a porter (per due)
2 crêpe
2 triglie
1 patata media
-----------
75 g di farina
75 ml di birra scura
1\2 albume
Olio e sale qb
Acetto bianco

Preparate una pastella con la farina l'albume, la birra e un pizzico di sale, fattela riposare per mezzora in frigo.
Lavate e sbucciate le patate, tagliatele a listarele e sciacquatele in acqua fredda. Scolatele e asciugatele con della carta assorbente e friggetele in abbondante olio. Scolatele e salate e tenete da parte.
Pulite le triglie e ricavatene dei filetti che bagnerete nella pastella apena tolta del frigo e friggeteli**, cospargerli con qualche goccia di aceto e riempire, assieme a delle patate fritte, la crepe arrotolata a forma di cono.



Finto kebab di manzo a porter (per due)
2 crêpe
175 g di stracetti di tacchino
2 foglie d'insalata
1 pomodoro 
cipolla a piacere
(mezzo cucchiaino di: cannella, curcuma, coriandolo, cumino, menta e paprica dolce affumicata)

Fate marinare la carne in due cucchiai d'olio e la miscela di spezie in frigo per 4 o 5 ore. Saltateli in padella per qualche minuto e riempire la crepe a cono assieme con delle fettine di pomodoro e anelli di cipolla. Ci stà benissimo una salsa tipo quella dei veri kebab, che in realtà ho improvisato mescolando un cucchiaio di maionese e 3 di yogurt, un pò di menta fresca trittata e un pizzico di aglio fatto pure. 







note:
1. non ho ben capito di dover fotografare il libro affianco la ricetta così ho scattato al volo per capire che ho il libro, anche più di uno (tra i quali uno è già macchiato), e anche se i piatti da "pret-a-porter" sono vuoti vi assicuro che la lavatrice e sempre la stessa! E pure in marchia perchè stò lavando a tutto andare approfittando che sono a casa in ferie!

*La salsa tentsuyu solitamente viene abbinata al tempura. Se volete prepararla non ci vuole tanto, ma basta avere l'ocorrente: 
1 tazzina (di quelle di caffè) di brodo dashi
1/3 di tazzina di salza di soia soia
1/3 di tazzina di mirin
1 cucchiaino di zucchero
Preparazione: scaldate il mirim in un pentolino, aggiungete lo zucchero, il brodo e la salsa di soia e portate a ebollizione. Spegnete e servire tiepido


**ho voluto approfittare l'olio di frittura delle patate per poi friggerci il pesce le patate erano poche e l'olio pulito visto la quantità ridotta, altrimenti conviene farli per separato.






Con queste tre ricette (in realtà 3 in 1!) partecipo al MTC summer edition 


sabato 15 luglio 2017

TARTARE di gambero e mango

Non mi faccio problemi ad accendere il forno d'estate.
Non ho pagura! (no hay dolor... no hay dolor!)
Anche perche le torte salate, i pomodori confit, le focace e mille altre cose il forno lo pretendono.
Ma vogliamo mettere ogni tanto un piato fredo? Senza stare a cuorece un bel niente?
Ecco un esempio potrebbero essere le tartare.
Ed è proprio oggi, che nel Calendario Nazionale del Cibo Italiano si parla proprio di questa pietanza, nuda e cruda! Scoprendo la loro provenienza, e i piccoli picoli segretti e accorgimenti per portare a tavola una ottima tartare.



TARTARE di gambero e mango


Ingredienti per 2
13 gamberi
1/2 mango

per la citronette
3 cucchiai d'olio di cocco
il zucco di un lime
coriandolo 
sale e pepe

Preparare una vinagrete con il succo del lime, un pizzico di sale e uno di pepe fresco apena macinato e l'olio di coco. Emulsionare.
Pulite bene i gamberi togliendo il carapace, le budella e la spina dorsale. Tritarli, meteteli in una ciotola e conditeli con 3/4 della citronette, coprite la ciottola con del fil trasparente e conservate in frigo per 15 o 20 minuti.
Nel fratempo sbuciate il mango, fatene dadini piccoli di 1 cm. più o meno, conditeli con una sruzzata di lime. 
Agiungete il mango alla tartar di gamberi e amalgamateli. 
Tritate qualche foglia di coriandolo, aggiungetela alla citronette restante e amalgamate per insaporirla.
Adagiatte un copapasta, al centro del piatto, riempitelo con il preparato, togliete con cura il copapasta e condite con un filo del resto della citronette.




lunedì 12 giugno 2017

Al son di POLPETTONE di TONNO per Chiara!

Questa donna, la Chiara di Chicchedikika, crede che ultimamente la stò stolkerando.
Vorrei farli capire che non è vero! 
E che soltanto habbiamo dei gusti in comune ed è un periodo che guarda un po scegliamo di fare le stesse ricette o sembra che ci perseguitiamo su internet!
Chiara stai tranquilla, davvero... diciamo che è qualcosa come la profezia di celestino... niente è casuale!
Ecco che tutto aveva un senso ed ora mi trovo qui, nel The recipe-tionistp di cuocicucidici di Flavia, perche sei la vincitrice di questo maggio/giugno e ne sono mooolto contenta!!!
Pensa che ho scelto una ricetta con la quale ho fato felicissimo pure il cozzaro, in privato ti dico i suoi comenti...  ;)
Allora eccoci qua con il tuo polpettone di tonno e pesto di ruccola, anzi pesto di sedano questa è la mia unica diferenza dalla ricetta originale. Ma avendolo già provato in altre ocasioni mi è sembratto che andasse a nozze col tono è cosi è stato.



POLPETTONE di tonno 
e pesto di sedano


Ingredienti per 4 persone:

Per il polpettone:
250 g di  tonno  sottolio
1 uovo e  1 tuorlo
40 g di parmigiano grattugiato
4 cucchiai di pangrattato
4 filetti di  acciuga  sottolio
1 cucchiaio di capperi sotto sale
1 limone

Per il pesto:
100 g di foglie di sedano
30 g di pinoli
30 g di parmigiano grattugiato
olio evo
sale, pepe

Frullare il  tonno, le  acciughe, i  capperi  dissalati, la scorza grattugiata del  limone, il  pangrattato, il  parmigiano, l’uovo  e il  tuorlo, fino ad ottenere un composto omogeneo.  
Con il composto ottenuto formare un polpettone e avvolgerlo in un  foglio di carta da forno bagnata e strizzata, chiudere le estremità con dello  spago da cucina, in modo che l'acqua non entri nell'involucro.  
Lessarli in acqua bollente salata per 25 minuti, scolare e far raffreddare.  
Nel frattempo  pulire la rucola e frullala con dell'olio evo, i pinoli, il parmigiano, sale e pepe q.b.  
Scartare il polpettone, tagliarlo a fette abbastanza spesse e condirle con del pesto di  sedano.


note:
1. faccio spesso il pesto con la qualunque (anche se so che a questo punto non si chiamerebbe più pesto...) ma il sedano è uno di quei vegetali che a volte ti rimane lì, per giorni, a rubare spazio ad altre cose. Perche, poverino, è anche scomodo da mettere per il lungo, e ti guarda ogni volta che apri il frigo e ti chiede: pietà!!!! perche mi hai portato a casa se poi mi "spiumi" pian piano?!!!
Beh, normalmente, quando faccio il pesto di sedano, al posto dei pinoli metto le nocciole o le mandorle tostate, o pure le noci. Questa è la prima volta che lo faccio coi pinoli, visto che il regolamento del gioco ci permette soltanto di cambiare un ingrediente, e ci è piaciuto lo stesso.

2. Le foglie del sedano van lavate sotto l'acqua fredda e asciugate per bene con della carda assorbente.





sabato 10 giugno 2017

SIAMO USCITI DI NUOVO!!! E questa é la 6a volta

Il sesto libro dell'MTC! 





Ne abbiamo di cose da raccontare? 
... si, tante quante ne impariamo ad ogni sfida. 
Ed è una sfida anche ogni volta che si sforna un libro. Sapientemente condito e misurato dal Genio della Van Pelt (Alessandra Gennaro) che dirige i lavori in cucina dell'MTC con una maestria che è da pochi (anzi, da pochissimi), in pratica è come se questa donna avesse archiviato in mente tutti gli ingredienti e piatti tradizionali del mondo! Ed è capace di spronarci a portare avanti le nostre ricette più ardue e folli sempre con successo. 
Per esempio, il paté l'ho sempre comperato, adesso lo faccio a casa, di qualsiasi cosa, perchè dopo l'uscita del primo libro, l'Ora del paté, mi si è aperto un mondo.
Poi arrivò le insalate da Tiffany e lì ho scoperto insalate anche di tutto il mondo. Tantissimi modi di condire, tagliare, conservare e servirle, dalle più insolite e gustose alle più semplici e geniali.
Ma anche il terzo libro Dolci Regali ha fatto storia. Ho sempre pensato di essere negata per i lievitati, invece con questo libro mi è passata la pagura!
Poi con le torte salate, Torta a torta! Siamo andati tutti a nozze, perché non mi negherete la golosità di una torta salata fatta con tutti i crismi, cominciando dalla brisée!
E non è facile sfornare libri, chiedetelo ad Alessandra... ma anche sfornare lasagne come quelle del 5° libro non è da poco! Un vero vademecum su come cucinarle, partendo da zero, quel gran piatto tradizionale invidiato in tutto il mondo come è la lasagna!

E per questo libro sulle Crepe?  
Sempre grazie alla mente della Van Pelt, anche se pur partendo da una sfida di questa pazza community, si è anche fatto un giro nel mondo, per scoprire come fanno le crepe gli altri!!! Tutto impeccabilmente scritto come solo sa farlo lei, concreto ma senza veli come è caratteristico della community più pazza e motivata del web!
Credo che non mi stancherò mai di lavare ciotole, asciugare posate, sbattere uova, e assaggiare la qualsiasi, sopratutto ridendo di gusto, tutto ciò mentre si fa lo shopping fotografico, ed ecco che subentra Paolo Piccioto con la sua pazienza. Pazienza pari quella dallo staff della Gribaudo! 

E adesso, come in ogni presentazione che si rispetti, eccone un assaggino!!








Credo che le persone che ho conosciuto qui in questo mondo parallelo, di questa blogosfera culinaria, siano dei pazzoidi simpaticissimi, con una disponibilità ed umiltà difficile da trovare altrove perciò… dai suuuu faccene un'altro di libro, Alessandraaaaaa!!!! Grazie!





Anche peche sono sicura che vi piacerà tanto che non potrete farne a meno di portervelo a casa!


Lo trovate già da oggi (10 giugno) in edicola con "Il resto del Carlino" e , dal 15 lo troverete in tutte le librerie Feltrinelli. E' già su Amazon, Ibis, e Fektrinelli.




sabato 27 maggio 2017

La mia Insalata di Polpo con cannellini per il club del 27

Rieccoci con il club del 27 !
E se la volta scorsa ci siamo datti alla pazzza gioia col riso, questa volta ci mettiamo sotto con le insalate, che pensarete bene almeno visto l'estagione che si avicina un qualcosa di leggero e fresco è ciò che ci vuole!
E invece non necessariamente!
Un'insalata non deve essere per forza uno "sciaqua bocca",  e nemeno una busta confezionata da versare in una ciotola condire e via... un'insalata di tutto il rispetto può spesso diventare una pietanza sostanziosa e invitante da convertirsi nel pasto per eccellenza più gradito di questo periodo nel quale rimbomba come l'ecco quella frase a me tanto sgradita della "prova costume"... che ansia!
Perciò vi invito a passare dall'MTChallenge, e dare un'occhiata a tutte le insalate che questo mese sono state scelte e tratte dal secondo libro dal MTC"Insalata da Tiffany", quello che sicuramente, ormai, avrette nelle vostre case!


INSALATA di Polpo con Cannellini
(Di Milena Scalambra tratta da Insalata da Tiffany)








(banner di Francesca Carloni)





Ingredienti
(qua sotto la ricetta originale, io l'ho dimezzato e ci ho aggiunto il sedano*)

2 polpi da 1 kg ciascuno
Aceto di vino bianco qb
400g di fagioli cannellini secchi
1 mazzo di prezzemolo
2 spicchi di aglio
*2 gambi di sedano senza foglie (quelli più teneri)
Olio extra vergine di oliva qb
Sale e pepe di mulinello qb


Procedimento
Dopo aver fatto ammollare i fagioli cannellini in acqua per una intera notte, scolateli dall’ammollo, metteteli in una pentola capiente, coperti completamente di acqua fredda e portate a bollore. Abbassare quindi la fiamma al minimo e proseguire la cottura per un paio di ore, fino a che risulteranno teneri. Scolarli e lasciarli raffreddare.
Pulire i polpi, eliminando occhi e dente, sciacquandoli bene sotto acqua corrente.
Posizionare i polpi in una pentola molto capiente, copriteli con abbondante acqua ed aceto (3 parti di acqua ed 1 di aceto in proporzione) e fateli cuocere per 20 minuti. Spegnere quindi il fuoco e lasciar raffreddare i polpi nella loro acqua di cottura. Quando saranno freddi scolate i polpi, spellateli, tagliateli a tronchetti e mettete tutto in una insalatiera insieme ai fagioli cannellini, aggiungeteci le fettine di sedano, già lavate lavate e pulite dai filamenti.
Condire tutto con aglio e prezzemolo tritati, un filo di olio extra vergine di oliva, un pizzico di sale e una macinata di pepe, servendo immediatamente.

Un ventaglio d'insalate


Master erbe spontanee: una triglia non fa primavera, ma tre si!

Se vi dicese che  in natura, esistono delle piante che crescono spontanee e incontaminate, che sono commestibili e in più fanno bene alla salute, non vi sembrerebbe come di vincere la lotteria? A me tutte le volte che scopro cose del genere e imparo qualcosa nuova è come vincere un premio! Un premio che mi fa crescere e conoscere anche persone stupende, non che confermare la tenacia e inteligenza di quelle che già conosco e che come me non smetono mai di aver voglia di imparare! 
Si, perché in questa specie di premio di lotteria, oltre che ai compagni del gruppo appassionati di erbe spontanee ci sono anche dei "coach" che ci hanno guidato e accompagnato durante il percorso, con lezioni e dispense di piante e tanti accorgimenti dal punto di vista tecnico nel momento di realizzare la ricetta, per non parlare della pazienza di rispondere ad ogni foto dubbiosa mandata al gruppo, quando si aveva qualche dubbio su quale pianta era "quella" più tosto che "quell'altra"... o per capire se quel accostamento che si era pensato di fare poteva funzionare o pure era meglio fare in altro modo... perciò ringrazio il Professor Andrea Pieroni, Sergio Rossi e  Alessandro Dentone , ma anche Annarita Rossi per il coordinamento e assistenza impecabile, (ma quanto ne sà questa donna?), e ad Alessandra, che non so come faccia, ma anche a mille miglie di distanza riesce ad essere un catalizzatore d'idee lo stesso e sempre!! Non a caso questo master deve la sua nascita al Calendario del Cibo Italiano e alla giornata che vede oggi come protagoniste le erbe spontanee!


Ed ecco il mio GRAZIE a tutti!
In modo speciale la mia compagna di ricetta, che pazientemente e saggiamente ha messo in pratica questa bontà, che anche se è nata e pensata come "a 4 mani" é stata più tosto a due menti, perche poi di mani sono state due (le sue) a fare diventare reale la ricetta. Perciò è giusto che se la mangiasse tutta lei. Concordate? 
Ma con la promessa di rivederci presto e la rifacciamo insieme! Vero Chiara Picoco del blog Chicche di Kika?

Una TRIGLIA non fa primavera
ma tre si!
Bozzetto della ricetta (Mai)


Ricetta eseguita da Chiara

Ingredienti per 4 persone:
Per le triglie in vapore di romice: 
6 triglie
una dozzina di foglie di romice grandi
sale affumicato
olio extravergine

Lavare, eviscerare e sfilettare le triglie mantenendo la pelle.
Sagomare i filetti ottenendo delle fette a forma di rombo (un paio per ogni filetto), metterne un paio in ogni foglia di romice, condire con qualche grano di sale affumicato e chiudere le foglie posizionandole nel cestello per la cottura a vapore. 
Condire con un giro d'olio. 
Mettere il cestello su una pentola con acqua aromatizzata con grani di pepe e una foglia di alloro. Coprire e portare ad ebollizione l'acqua, poi cuocere per 5 minuti.

Per i gambi di romice in agrodolce caramellati:
gambi di romice
40 ml di aceto di mele
40 ml di acqua
15 g di zucchero

Pulire bene i gambi di romice, eliminando foglie e fiori e tagliarli in bastoncini di circa 5 centimetri.
Metterli in un pentolino con acqua, aceto e zucchero e far cuocere per 5 minuti a fuoco medio, fino a quando i gambi saranno morbidi ma ancora abbastanza croccanti e il liquido sarà diventato uno sciroppo. Tagliare i gambi in piccoli cilindi lunghi al massimo 1 centimetro. Tenere da parte. 

Per le cialde di albumi alle nocciole e tarassaco:
50 g di albumi
40 g di burro
20 g di farina di nocciole 
20 g di farina 00

25 g di miele di tarassaco

2 cucchiai di foglie di tarassaco tritate

Pesare gli albumi in un pentolino a bordi alti, aggiungere il miele e schiumare il composto 1 minuto con la frusta elettrica. Aggiungere le farine precedentemente setacciate. Amalgamare il composto con le fruste finché risulterà compatto ed omogeneo. Far sciogliere il burro ed aggiungerlo a filo incorporandolo mescolando di continuo a bassa velocità. Aggiungere le foglie di tarassaco tritate. Coprire con pellicola a contatto e mettere in freezer per 15 minuti o in frigorifero per 3 ore. Imburrare una teglia antiaderente perfettamente integra e liscia o utilizzare un tappetino da forno in silicone (non utilizzare carta da forno che inumidendosi renderebbe l'impasto rugoso). Stendere mezzo cucchiaio di impasto con il dorso di un cucchiaio formando un cerchio di circa 10 cm di diametro spesso 2/3 millimetri. 
Infornare a 175° per 6 minuti.
Prelevare delicatamente le cialde e metterle a raffreddare su un lungo mattarello, in modo che prendano la forma. 

Per il purè di patate e grattalingua:
2 patate medie
1 noce di burro
1 bicchiere di latte
10 foglie di grattalingua
sale q.b.

Lavare accuratamente le patate bucherellarle con una forchetta e mettetele in una ciotola.
Metterle nel microonde e cuocere per 8 minuti alla massima velocità. Sbucciarle e
schiacciarle con lo schiacciapatate un paio di volte, quando sono ancora calde.
Mettere la purea di patate in una casseruola con il latte, salare e portare a bollore, continuando sempre a mescolare.
Aggiungere una noce di burro, cuocere per qualche altro minuto quindi spegnere la fiamma.
Sbollentare le foglie di grattalingua in acqua salata per 3 minuti, scolarle bene e tritarle finemente al coltello.
Aggiungere la gratta lingua al purè di patate e mettere il tutto in una sac à poche e formare dei ciuffetti di patate all’interno della cialda di nocciole e tarassaco.

Montare il piatto:
Spennelare lo sciroppo agrodolce formato dalla caramellizzazione dei gambi di romice, mettere 2 trancetti di triglia, una cialda di nocciole con purè, ancora due trancetti di triglia, una cialda e finire con altri due trancetti di triglia.
Posizionare i gambi di romice e infine spargere qualche fiorellino di romice rosso.

e voilà!!!!!